Ciao Cinzia
Ci vuole più una consistente dose di coraggio - e d'intelligenza - nella rinuncia, di quanto non ce ne voglia nel contiunare pervicacemente a lottare per 'forza d'inerzia'...
E' fare le cose nel modo in cui gli altri si aspettano siano fatte che implica 'rinuncia'...la rinuncia ed il tradimento della nostra natura più vera.
Come te mi sono trovata a volte a rinunciare (con grande sollievo per l'anima!) ed altre a perseverare (usando spesso violenza a me stessa).
E dopo l'ennesimo conflitto mi sono risolta ad assecondare la mia inclinazione alla 'non-violenza' ed ho iniziato a trovare delizioso il senso di pace che ti pervade quando esci dal coro e canti la tua canzone con le tue note e secondo la tua estensione vocale
Pertanto nessuno può davvero 'avercela con te'...semplicemente - che ne siano coscienti o meno - gli altri 'sobbalzano' nel prendere atto di azioni così deliberatamente 'sociopatiche' e provocatorie quali quelle della 'non lotta' o della 'rinuncia' poichè la collettività fortemente ipnotizzata obbedisce al diktat gladiatorio che incita alla lotta per la conquista della vita (su quale poi sia la reale qualità di questa vita è meglio sorvolare

), pur sentendosi a disagio nell'ottemperanza cieca a questo 'modus operandi' e non capendo esattamente bene il perchè di tale malessere (loro no...ma la loro anima immortale lo comprende egregiamente!

)
Pertanto sappi che sei in buona compagnia

trovo la rinuncia la più grande forma di disobbedienza sociale!
E quando parlerai o agirai in modo 'rinunciatario' fai caso a quanto infastiditi saranno i tuoi eventuali interlocutori...mi verrebbe da dire che più saranno irritati e più - probabilmente - potresti essere sulla strada giusta per te...
Qualunque decisione tu prenda per te stessa sarà SEMPRE quella giusta.INSINDACABILMENTE
Un caro abbraccio
Lily